Grandine e temporali violenti, l’auto è sempre più esposta anche in città

Una volta si pensava alla grandine come a un evento raro, magari legato a zone di campagna o a temporali estivi isolati. Oggi, invece, gli episodi violenti colpiscono sempre più spesso anche le città, trasformando un normale parcheggio in una situazione di emergenza.
Milano e la Lombardia ne sono un esempio recente. Tra maggio e luglio 2026 il territorio è stato interessato da temporali improvvisi, vento forte e grandinate intense. In Brianza, a luglio, sono stati segnalati chicchi di grandine di grandi dimensioni, con numerose auto danneggiate: carrozzerie ammaccate, fari rotti, parabrezza e lunotti in frantumi.
Non si tratta più solo di “qualche bozzo” sulla carrozzeria. Un evento atmosferico può colpire più parti del veicolo nello stesso momento: tetto, cofano, vetri, fari, specchietti, guarnizioni e, nei casi più gravi, anche componenti elettroniche.
I dati più recenti confermano che il fenomeno sta diventando sempre più rilevante. Nei primi mesi del 2026 sono stati registrati più sinistri da grandine rispetto alla media degli ultimi anni, con aree del Nord Italia particolarmente colpite.
Per l’automobilista, il problema è molto semplice: l’auto può subire danni importanti anche quando è ferma. Basta lasciarla in strada durante un temporale improvviso per ritrovarsi, in pochi minuti, con una riparazione costosa da affrontare.
La RCA è obbligatoria, ma non protegge automaticamente il veicolo dai danni causati da grandine, vento, allagamenti o altri eventi atmosferici. Per questo è importante valutare una tutela specifica, capace di proteggere l’auto anche dagli imprevisti legati al meteo.
Perché oggi proteggere l’auto significa anche guardare il cielo con più tranquillità.


